La Biblioteca sotterranea della Gerusalemme

Come la necropoli vaticana o la cisterna di Costantinopoli, anche la Gerusalemme ha la sua costruzione sotterranea. Un dedalo infinito di corridoi e stanze che nessun gerosolimitano ha mai percorso per intero; ma che ogni abitante di cultura si promette di percorrere prima della fine dell’eternità.

La Biblioteca sotterranea è l’opera più ardita mai costruita dalle anime umane, dopo la città stessa. La sua costruzione è collegata alla nascita della nuova Gerusalemme. Prima le biblioteche erano disseminate per tutta la città. Non era stato possibile costruire un unico edificio dove fare confluire tutti i libri pubblicati fino a quel momento. Nessuno conosceva quanto dovesse essere grande, e quindi si preferì lasciare alla libera iniziativa dei cittadini, la nascita di piccole biblioteche. Quando cominciarono a costruire la nuova Gerusalemme strutturandola in ottagoni, fu chiaro che però questo sistema non fosse molto comodo. Per reperire testi i gerosolimitani dovevano percorrere chilometri in giro per la città e spesso per non trovare nulla. 

Fu deciso quindi, che l’unica soluzione, vista l’impossibilità di costruire un unico grande edificio in superficie, fosse quello di creare una biblioteca dieci metri sotto il livello della città, e che crescesse insieme ad essa. All’inizio si pensò che la dimensione non avrebbe superato il centesimo della città, ma non fu così. A poco a poco furono necessari lavori supplementari, fitte trame di corridoi venivano create in fretta e furia, perché i libri erano sempre troppi. Lo schema principale rimase immutato. Le sezioni si sviluppavano su cerchi concentrici, dove ad ogni anello erano lasciati ampi spazi, per in futuro creare nuovi corridoi e stanze.

Il primo cerchio era dedicato alle opere pubblicate nel mondo terreno. Una grande biblioteca di una qualsiasi grande città della terra, avrebbe avuto pressappoco la stessa quantità di volumi. I libri erano scritti in lingua originale. Nel secondo anello si trovano i libri perduti, pubblicati ma di cui sulla terra non si trova più traccia. Si trovano i libri perduti della Bibbia, l’opera satirica di Omero sull’Odissea, il Cardenio di Shakespeare, i libri sibillini, le poesie di Saffo, l’Achilleis di Eschilo, i codici Maya, l’Avesta. In questa sezione si trovano anche le opere bruciate per desiderio dell’autore o per l’intervento di terzi o per accidenti. 

Terzo anello, come a racchiuderli tutti, contiene i libri del primo cerchio e del secondo anello ritradotti o riscritti dagli autori stessi in lingua primigenia. 

Nel quarto cerchio troviamo le opere scritte ma mai pubblicate o che hanno trovato l’ostracismo di qualcuno che non ha permesso ad un pubblico di leggerle. 

Nel quinto troviamo le opere pensate ma mai scritte; per curiosità qualcuno le ha volute contare per genere e ha scoperto che autori sono per lo più donne.

Nel sesto le opere prodotte nella Gerusalemme celeste dalle anime degli uomini. Per superficie questo anello si estende per più del doppio di tutti gli anelli precedenti.

Il settimo anello, detto anello di Russell, contiene i registri con l’indicazione e le specifiche di ogni libro e in quale sezione della biblioteca poterlo reperire. 

Ogni anello è diviso per argomenti, letteratura, scienza, musica, storia, sport, teologia; ed ognuno è diviso a sua volta per sottoargomenti. 

L’accesso alla biblioteca avviene in vari punti della città. Come per le metropolitane delle grandi città, degli ingressi ben visibili danno l’accesso a delle scale che portano nei piani inferiori.

Più volte si è discusso di come ampliare la biblioteca (tanto da avere una sezione con dei volumi pubblicati a parte). In molti ritengono necessario allargare gli anelli centrali, inglobandoli con quelli limitrofi e costruendo altri anelli sempre più esterni. 

Ai gerosolimitani piace molto arrovellarsi sulle sorti della loro amata biblioteca. Al momento nessuna grande ricostruzione è in progetto, ma solo piccoli e ben delimitati lavori.